Date e vi sarà dato; una buona misura ...
Commento alla Parola di vita:
«Date e vi sarà dato; una buona misura, pigiata, scossa e traboccante vi sarà versata nel grembo» (Lc 6,38).
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Gesù in chi soffre (II parte)
Dopo aver citato molti padri della Chiesa – perlopiù vescovi e teologi – Chiara trae ora l’esempio da cristiani autentici, quali sono anche i santi. Cita Francesco d’Assisi e Caterina da Siena, i patroni d’Italia, accanto a santi più recenti. Gli episodi della loro vita, spesso tramandati con racconti miracolosi, al di là del senso di ammirazione e irraggiungibilità che potrebbero suscitare, vogliono essere soprattutto uno sprone a mettere in pratica il Vangelo.
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri
Commento alla Parola di Vita:
Non lamentatevi, fratelli, gli uni degli altri (Gc 5,9).
Per meglio capire la Parola di vita che ci viene proposta per questo mese occorre tenere presenti le circostanze che l’hanno suggerita. Sono gli inconvenienti che si verificavano nelle comunità cristiane a cui è indirizzata la lettera dell’apostolo Giacomo.
Gesù in chi soffre (I parte)
Se un testo del Nuovo Testamento risulta immancabilmente sconvolgente è quello di Matteo 25, chiamato “il giudizio finale”. Chiara gli ha dato molto rilievo, lo ha preso sine glossa e ne ha tratto con estrema logicità le conseguenze.
Intervista a Chiara Lubich della B.R.T. (TV pubblica del Belgio)
“Lascia a chi ti segue solo il Vangelo” (dicembre 1972). Questo richiamo interiore di Gesù riecheggia fortemente nell’intervista qui proposta.
© "Sylvester Productions" - per gentile concessione.
Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita ...
Commento alla Parola di vita:
Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli (1 Gv 3,14).
Giovanni scrive alle comunità cristiane da lui fondate in un momento di grave difficoltà. Cominciavano infatti a serpeggiare le eresie e le false dottrine in materia di fede e di morale e c'era poi l'ambiente pagano, duro e ostile allo spirito del Vangelo, nel quale i cristiani dovevano vivere.
A Dio per il fratello
Carissimi, Siamo nel mese di dicembre e la Parola di Vita, che deve illuminare il nostro Santo Viaggio in questo mese, è: “Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri” (Mc 1, 3). Il fatto è che il Signore sta per venire: s’avvicina infatti Natale, e la liturgia ci invita a preparargli la strada...
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Quando si è conosciuto il dolore
In questo scritto, pubblicato nella rivista Città Nuova del maggio 1958, e poi su Meditazioni, Chiara ci dona la forte esperienza di dolore-amore che viveva in quegli anni.
Quando si è conosciuto il dolore in tutte le sfumature più atroci, nelle angosce più varie, e si son tese le mani a Dio in mute strazianti implorazioni, in sommesse grida di aiuto; quando si è bevuto il fondo del calice e si è offerta a Dio, per giorni e per anni, la propria croce, confusa con la sua, che la valorizza divinamente, allora Dio ha pietà di noi e ci accoglie nella sua unione.
Natale: la rivoluzione che continua
Un Natale forte, coraggioso, non tiepido, in una “famiglia” grande come l’umanità
Tutti uno! E' una meta. E' un comando: un comando di Colui al quale ogni uomo dovrebbe gioiosamente sottomettersi. Dio ci è Padre. Se si aprissero i cieli ed egli parlasse, guardandoci ad uno ad uno ci direbbe: "Tutti uno! Siete fratelli, quindi unitevi!".Un giorno il cielo si aperse, perché il Verbo si fece uomo, crebbe, insegnò, fece miracoli, raccolse discepoli, fondò la Chiesa e prima di morire in croce disse al Padre: "che siano una cosa sola".
Chi è il fratello
Essere uno col fratello
Chiara è invitata a dare conto di ciò che, sotto la sua spinta, aveva messo a rumore – con qualche sospetto, dubbio e accusa – il pacifico capoluogo trentino e già si estendeva alla penisola. Scrive quello che fu chiamato ‘il trattatello innocuo’, da cui è tratto il testo che segue
Esser uno col fratello voleva dire dimenticarsi assolutamente, per sempre. Non ritrovarsi mai più. Era perdere tutto anche la propria anima, per vivere i dolori e le gioie dell'altro onde mostrare a Gesù il nostro amore: esser crocefissi con Lui vivo nel fratello e con Lui esser gioiosi.Il fratello era il nostro convento dove l’anima doveva sempre radunarsi. Il fratello era la nostra penitenza, le mortificazioni, perché l’amarlo richiedeva la morte completa dell’io...
Risposte alla comunità dei Focolari della Corea
Essere Partner, essere sicuri
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Da una conferenza telefonica con le principali sedi dei Focolari nel mondo.
Chi avrà trovato la sua vita...
Commento alla Parola di Vita: "Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà" (Mt 10,39)
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Registrata il 25/05/1981 a casa di Chiara e trasmessa il 05/07/1981 su RadioDue nel programma "Oggi è domenica".
L'influsso spirituale di Maria sull'uomo d'oggi
1°parte:
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2°parte:
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Erano i tempi di guerra
Erano i tempi di guerra.Tutto crollava di fronte a noi, giovanette, attaccate ai nostri sogni per l’avvenire: case, scuole, persone care, carriere.Il Signore pronunciava coi fatti una delle sue eterne parole: «Tutto è vanità, nient’altro che vanità...».Fu da quella devastazione completa e molteplice di tutto ciò che formava l’oggetto del nostro povero cuore, che nacque il nostro ideale.Vedevamo altre giovinezze gettarsi nell’entusiasmo sincero per la salvezza e l’avvenire migliore della Patria.Era facile parlar d’Ideale in quella vita morta a tutto ciò che umanamente potrebbe attrarre.Noi sentivamo che un solo ideale era vero, immortale: Dio.
Accendi una cellula viva
Se ti guardi attorno, per certe città dove passi, rimani sgomento e ti pare che la realizzazione di una società cristiana sia lontana. Il mondo con le sue vanità sembra dominare…
E diresti utopia il testamento di Gesù se non pensassi a Lui, che pure ha visto un mondo simile a questo e, al colmo della sua vita, è parso travolto da esso, vinto dal male.
Anche Lui guardava a tutta quella folla che amava come se stesso, Lui, Dio, che l’aveva creata; ed avrebbe voluto gettare i ponti che dovevano riunirla come figli al Padre, ed unire fratello a fratello.
Rinascere con l’amore
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Da una conferenza telefonica con le principali sedi dei Focolari nel mondo
Quando qualcuno ci passa accanto
Quando qualcuno ci passa accanto durante la giornata, al lavoro o a scuola, la nostra parte è sempre e solo quella di amare.
Ma occorre amare da Gesù.
Per fare questo è necessario ascoltare sempre la sua voce che parla dentro di noi, perché nell’amare non ci succeda di sbagliare o per eccesso o per difetto. Il Vangelo ci ammonisce, per esempio, di non dare le cose sante ai cani; e noi (pur potendoci e dovendoci sempre giudicare inferiori a tutti, ché Dio solo sa le grazie che ci ha donato e non abbiamo abbastanza sfruttato) dobbiamo star bene accorti a non parlare di «cose sante» in un ambiente che non sia preparato a riceverle.
Il contributo del Movimento dei Focolari alla città
Dal discorso in occasione del ricevimento della cittadinanza onoraria di Roma.
Sono venuto a portare il fuoco sulla terra...
Commento alla Parola di Vita:
Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! (Gv 15,3)
Nell'Antico Testamento il fuoco simbolizza la Parola di Dio pronunciata dal profeta. Ma anche il giudizio divino che purifica il suo popolo, passando in mezzo ad esso.
Così è la Parola di Gesù: essa costruisce, ma contemporaneamente distrugge ciò che non ha consistenza, ciò che deve cadere, ciò che è vanità e lascia in piedi solo la verità.
L'annuncio di Dio Amore
Nel 2001, durante un viaggio in India, Chiara Lubich venne in contatto con i dirigenti di una grande università privata, il Somaiya College, fondato nel 1959 con l’obiettivo di ravvivare nei giovani i valori della cultura e della tradizione indù. I dirigenti dell'istituzione riconobbero in Chiara una figura di alta statura morale e spirituale e vollero far conoscere lei e il suo pensiero a tutto il campus. Tornarono ad invitarla nel 2003. Il testo che segue è l'intervento che Chiara fece in quell'occasione davanti ai capi dipartimento dei 31 Istituti universitari del Somaiya College e a un pubblico di 400 persone.
Dr. Somaiya, Dr. Kala Acharya, Madam Lilabengi Kotak, Signor Kavadia, Signor Ranganathan.
Devo anzitutto esprimere la mia gioia per essere in questo luogo in occasione del centenario della nascita del benemerito signor Somaiya, il quale, con la sua vibrante personalità e visione del futuro portò la grande “famiglia Somaiya” a orgoglio della Nazione...
Dialogo del popolo
A ricordo del 10° anniversario della Dichiarazione Congiunta della Dottrina della Giustificazione, sottoscritta dalla Chiesa Cattolica e dalla Federazione Luterana Mondiale ad Augusta il 31 ottobre 1999, pubblichiamo un messaggio che Chiara Lubich ha preparato per un incontro ecumenico di giovani.
L’attimo fuggente
La lettera, non datata, risale senz’altro all’inizio dell’avventura di Chiara per la sottolineatura dell’amore concreto al fratello: infatti, la prima risposta a Dio scoperto come Amore era stata quella di soccorrere i poveri di Trento.Anche se Chiara non parla ancora di unità, l’accento è messo sull’aiuto reciproco e l’orizzonte si allarga fino alla fratellanza universale.
Sorelle mie!San Francesco, il Santo del fuoco e dei fatti, dall’alto dei Cieli, dove vive beato e trepidante per compiere fino alla fine dei secoli l’Opera che Dio gli ha affidato, guarda a noi, giovinezze brucianti di vita fremente colla speranza di un Santo.Ascoltate un cuore fratello!Rompete ogni diga, ogni ombra, ogni difficoltà, ogni angusto pensiero e mirate il Cielo che ci attende ed il premio che godremo per un tempo senza confini.Troppo poco ricordiamo il Paradiso!
Amerai il prossimo tuo come te stesso
Commento alla Parola di Vita:
Amerai il prossimo tuo come te stesso.(Mt 22,39).
Questa Parola la si trova già nell'Antico Testamento.Per rispondere ad una domanda insidiosa, Gesù si inserisce nella grande tradizione profetica e rabbinica che era alla ricerca del principio unificatore della Torah, e cioè dell'insegnamento di Dio contenuto nella Bibbia. Rabbi Hillel, un suo contemporaneo, aveva detto: "Non fare al prossimo tuo ciò che è odioso a te, questa è tutta la legge. Il resto è solo spiegazione".
Per i maestri dell'ebraismo l'amore del prossimo deriva dall'amore a Dio che ha creato l'uomo a sua immagine e somiglianza, per cui non si può amare Dio senza amare la sua creatura: questo è il vero motivo dell'amore del prossimo, ed è "un grande e generale principio nella legge".
Gesù ribadisce questo principio e aggiunge che il comando di amare il prossimo è simile al primo e più grande comandamento, quello cioè di amare Dio con tutto il cuore, la mente e l'anima.
Affermando una relazione di somiglianza fra i due comandamenti Gesù li salda definitivamente e così farà tutta la tradizione cristiana; come dirà lapidariamente l'apostolo Giovanni: "Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede".







