Ho predicato a mezzo mondo che Dio è Amore e con questi avvenimenti che si succedono uno dietro l’altro ho l’impressione che Dio mi abbia abbandonata. L’ho scritto anche ieri, ma è tutt’altro che così. Comunque, stasera sono andata in chiesa per fare la visita e ho trovato scritto: “Bonum certamen fidei”. E’ questo dunque che mi attende in questi giorni che verranno: la grande battaglia per la fede, per credere all’Amore.
“Noi giovani sentiamo forte il bisogno di essere "protagonisti" della vita. Come si può conciliare questo con l'invito di Gesù a rinunciare a se stessi e quindi ad "annullarsi", per seguirlo e per avere la Vita Eterna?"
Siamo in Quaresima. Perché ai tempi moderni è difficile parlare di penitenza? La buona gente, quella del popolo, di certo popolo, specie paesano, o soprattutto le donne, accetta ancora dal parroco l’invito alla penitenza. E la fa.
"Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo" (Gv 10,9).
Per coloro che ascoltavano Gesù l'immagine della porta era familiare, dal sogno di Giacobbe , alla Gerusalemme dalle porte antiche che Dio ama in modo particolare .
Ma sono le parole del Salmo 118,20: "E' questa la porta del Signore, per essa entrano i giusti" che Gesù fa sue, dando ad esse una nuova pienezza di significato. Egli è la porta della salvezza, che introduce ai pascoli dove i beni divini sono liberamente offerti. Egli è l'unico mediatore e per mezzo suo gli uomini hanno accesso al Padre. "Egli è la porta del Padre - dice Ignazio d'Antiochia - attraverso la quale entrano Abramo e Isacco e Giacobbe e i profeti e gli apostoli e la Chiesa" .
Chiara era nata il 22 gennaio. Giusto in quella data, nel 2000, ha ricevuto a Roma la cittadinanza onoraria. Quella mattina ha scritto sul suo diario:
Oggi 80 anni alle 6:30. Oggi la cittadinanza romana! Infinite grazie, Gesù, Padre, Spirito Santo.
E' arrivata da Papa Giovanni Paolo II la lettera che segue:
Alla Signorina CHIARA LUBICH Fondatrice e Presidente del Movimento dei Focolari
Ho appreso con gioia che il prossimo 22 gennaio, in occasione del Suo 80° genetliaco, l'Amministrazione Comunale di Roma intende conferirLe solennemente la cittadinanza onoraria...
Benedetto XVI ha incentrato il suo messaggio per la Giornata Mondiale della Pace di quest'anno sulla custodia del creato. Gli facciamo eco con una lettera tratta da uno scambio epistolare sull'argomento tra Chiara Lubich e Nikkyo Niwano, fondatore del Movimento Buddista Rissho Kosei-kai.
Rocca di Papa, 8 marzo 1990
Gentile Signor Niwano,
voglia gradire anzitutto l'augurio di un'ottima salute. Un cordiale saluto anche a tutti i membri della sua famiglia che ricordo con grande stima e ho presente nelle mie preghiere. Spero che abbia avuto buone notizie della sua nipote Mitsuyo che è ospite di una nostra famiglia a Parigi. Dall'ottobre scorso, quando ho ricevuto la sua lettera, siamo stati molto occupati nel seguire quei grandi rivolgimenti nell'Est Europeo, che hanno avuto una notevole ripercussione, pensiamo, anche al di fuori dei confini del nostro continente.
Il 1° gennaio di ogni anno ricorre la giornata per la pace, pubblichiamo alcuni appunti di Chiara sull'argomento preparati in risposta a due domande di giovani del movimento buddista Rissho Kosei-kai.
La "pace" è effetto dell'unità. Quando c'è unità fra noi e Dio c'è la pace interiore. Quando c'è unità fra i fratelli c'è la pace fra fratelli. Quando c'è unità fra i popoli, c'è la pace nel mondo.
(Il testo è una stesura successiva rispetto all'autografo.)
Commento alla Parola di Vita: "Dio abiterà con loro; essi saranno il suo popolo" (cf Ap 21,3).
A gennaio, in molte parti del mondo, i cristiani celebrano insieme la loro comune fede con preghiere e incontri speciali. Il tema scelto per la Settimana, a ciò specialmente dedicata, è tratto dall'Apocalisse. Leggiamolo per intero:
Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il 'Dio-con-loro'. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate
Manca più di un mese a Natale e già le vie di Zurigo s'ammantano di luci: Bahnhofstrasse e parallele, una fila interminabile di negozi, una ricchezza fine, ma esorbitante. Siamo nel Paese forse più ricco del mondo.
A sinistra della nostra macchina ecco una serie di vetrine che si fanno notare. Al di là del vetro nevica graziosamente: illusione ottica.
Chiara ha scritto questo testo di getto, in macchina, come un ringraziamento alla Comunione che aveva appena ricevuto nella Chiesa di S.Maria degli Angeli a Roma. Lei stessa lo ha letto anni dopo, il 30/12/1976, ai focolarini riuniti in convegno.
Ti voglio bene
Ti voglio bene, non perché ho imparato a dirti così, non perché il cuore mi suggerisce questa parola, non perché la fede mi fa credere che sei amore, nemmeno perché sei morto per me.
Ti voglio bene perché sei entrato nella mia vita più dell'aria nei miei polmoni, più del sangue nelle mie vene.
Questo articolo è stato richiesto a Chiara Lubich dal giornale "Vita Trentina", che lo ha poi pubblicato in occasione dei sessant'anni della sua consacrazione a Dio.
Il 7 dicembre ricorrono sessant’anni dalla nascita del Movimento dei Focolari a Trento, la mia amatissima città natale.
Quale il mio stato d’animo, cosa porto in cuore in questa straordinaria circostanza? Un’onda di commozione, se solo penso un attimo a ciò a cui mi trovo di fronte: un nuovo popolo nato dal Vangelo, sparso su tutta la terra, un’opera immensa che nessuna forza umana avrebbe potuto far sorgere. E’, infatti, “opera di Dio”, per la quale sono stata scelta per prima come suo strumento sempre “inutile e infedele”.