Pubblicheremo periodicamente "stralci" dall'archivio di Chiara Lubich per offrire
  anche oggi una possibilità di contatto con questa donna straordinaria.

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Convegno su “Il dire è dare”

DireIlDareAd approfondire la figura di Chiara, anche sotto il profilo linguistico letterario, è dedicato il Convegno internazionale su “Il dire è dare” (C. Lubich). La parola come dono e relazione, che si svolgerà a Castelgandolfo (Roma) dal 10 al 12 aprile 2015. Ne è promotore, in collaborazione con il Centro Chiara Lubich, il Gruppo di ricerca e di studio della Scuola Abbà  dell’area linguistico-letteraria.Il Convegno è aperto a quanti per studio, professione o interesse culturale si occupano di scienze del linguaggio, filologia, letteratura e scienze della traduzione.

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La famiglia e Maria

21 aprile 1984

La famiglia: tema altissimo e ricorrente nel pensiero e nella vita di Chiara Lubich. Questo scritto del 1984 inserisce la famiglia nel suoi disegno, cioè nel suo essere nel piano di Dio chiesa domestica, «dimora accogliente per tutti i figli dispersi».  Guardare dunque a Maria, per vivere col suo esempio e col suo aiuto «il progetto luminoso e affascinante di Dio sulla famiglia in tutte le sue espressioni».

Il giorno dell’Annunciazione Giovanni Paolo II ha consacrato ed affidato l’umanità al Cuore Immacolato di Maria in occasione del Giubileo dell’Anno Santo per le famiglie. La coincidenza con questo avvenimento non è certo casuale. Passano, infatti, profonde relazioni fra Maria e la famiglia, se non altro per il fatto che l’una e l’altra sono grandi esperte nell’amore.  

Maria lo ha conosciuto nel suo cuore, già semplicemente sul piano naturale, nei suoi più vari aspetti come figlia, fidanzata, sposa, madre, pur sempre vergine, e vedova. La famiglia è il regno dell’amore. In essa, nasce, cresce, e si sviluppa l’amore filiale, sponsale, materno, paterno, fraterno.

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La penitenza che il cielo ci domanda

Mollens, 25 agosto 1988

Un carisma nuovo nella Chiesa come quello che Dio ha generosamente dato a Chiara Lubich non annulla le pratiche cristiane precedenti, ma le rilegge alla luce del dono di Dio, della prospettiva evangelica che le è propria.

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Quella parola

Rocca di Papa, 20.11.’79 

La Parola di vita che viene proposta a tutto il Movimento dei Focolari per il mese di marzo 2015 recita così:  “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8, 34). Una Parola che Chiara Lubich ha avuta presente tutta la vita e che è stata fonte di luce per lei e per tanti altri nel mondo. Ecco come la spiegava ai giovani nel 1979. 

Carissimi gen,  

forse volete sapere una parola che sia quella; una parola che dica tutto, che riassuma la verità, che vi porga una ricetta per una vita vera.  

È ciò che sto meditando anch’io questi giorni.

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La politica come amore

politics for unityIl 14 marzo 2015 ricorre il 7° anniversario della morte di Chiara Lubich  (1920-2008)   e sarà ricordato approfondendo l’incidenza del pensiero della Lubich nella sua dimensione politica. 

Certo, riproporre oggi gli ideali di amore e di fraternità in politica  può sembrare quanto mai fuori luogo. Eppure Chiara Lubich ha attraversato il “secolo breve” (nella  definizione dello storico Hobsbawm)  tra le due guerre mondiali, la Shoah, i genocidi nelle Terre dei Grandi Laghi e nei Balcani e, più in là, della globalizzazione del terrorismo e dell’indifferenza. 

Le parole che seguono, pronunciate da Chiara Lubich a Madrid il 3 dicembre 2002 in un simposio del Movimento Europeo, risultano una visione capovolta del concetto del potere in politica, e risuonano come profezia forte di un ideale, quello dell’unità, sorretto dalla spiritualità che Chiara Lubich ha donato al mondo.     

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Saggio sul rapporto tra Chiara Lubich e Padre Leone Veuthey

di Elena Tosti

“Un incontro di fondatori nella storia della Chiesa, caratterizzato dalla comunione e dal discernimento della via particolare indicata da Dio ad ognuno, (…), in una capacità di andare al di là del proprio particolare e guardare al bene dell’intera compagine ecclesiale e dell’umanità”: questa la chiave interpretativa dei rapporti intercorsi tra Chiara Lubich ed il padre francescano conventuale Leone Veuthey, entrambi Servi di Dio, oggetto di una recente ricostruzione storica da parte della dott.ssa Lucia Abignente pubblicato sulla Miscellanea Francescana, n.114 (2014), con il titolo L’unità: un comune sentire nello Spirito. Una riflessione sul rapporto tra Chiara Lubich e P. Leone Veuthey alla luce di documenti inediti. 

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