Pubblicheremo periodicamente "stralci" dall'archivio di Chiara Lubich per offrire
  anche oggi una possibilità di contatto con questa donna straordinaria.

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Prendere l'iniziativa

Rocca di Papa, 03.01.1985 

Si propone, come corredo alla Parola di vita del mese di maggio, una conversazione telefonica mondiale, i cui temi sono quanto mai attuali : “Misericordia” e “amare in modo sconfinato”, cioè non temere di “uscire fuori” 

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Ricordando Chiara

di Caterina Ruggiu

PoliticiCorea 2Il settimo anniversario della sua scomparsa è stato l’occasione per approfondire le prospettive che dal messaggio del carisma dell’unità emergono oggi per la politica con convegni e seminari nei diversi continenti. 

Questi appuntamenti si sono tenuti a Roma presso la Camera dei Deputati di Montecitorio; a Seul  presso la sede del Parlamento coreano; a Madrid  presso la sede del Parlamento Europeo e a Strasburgo.

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C’è quel che tu cerchi

Lettera del giugno 1944 alle giovani del Terz’Ordine

È da poco che Chiara è sola a Trento e arde sempre più nel suo cuore una Fiamma: Dio solo, sicché chiama quel mese «di Fiamma».

Qui declina una sola parola, Amore, in infiniti toni.

Il tenore delle lettere richiama alla memoria quanto Chiara ha scritto di quei tempi: «Lo scrivere per sola obbedienza una lettera di invito ad una quarantina di persone sconosciute fu la premessa di quel dialogare di letterine che sono state il primo legame fra le persone del Movimento nascente».

Sorellina mia nell’Immenso Amore di Dio!

Ascolta, ti prego, la voce di questo piccolo cuore! Tu sei stata con me abbagliata dalla luminosità infuocata di un Ideale che tutto supera e tutto riassume:

dall’Infinito Amore di Dio!

Oh! Sorellina mia: è Lui, Lui il mio e il tuo Dio che ha stabilito fra noi un comune legame forte più della morte, perché mai si corrompe; uno come lo spirito; immenso, infinito, dolcissimo, tenace, immortale come l’Amore di Dio!

È l’Amore che ci fa sorelle!

È l’Amore che ci ha chiamate all’Amore!

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Quelle “letterine” nel nostro momento storico

di Caterina Ruggiu

SEustachio LetterePrimiTempiLe Lettere dei primi tempi di Chiara Lubich sono state presentate il 19 marzo 2015 a Roma. Il volumetto di testi di Chiara Lubich, pubblicato postumo nel 2010, a cura del Centro Chiara Lubich, è il frutto di un’accurata raccolta tratta dal suo vasto epistolario, in tutto 60 lettere scritte negli anni  1943-‘49, storicamente documentate (1).

Quelle “letterine” (come la stessa Autrice le definì in seguito), contemporanee agli  anni in cui, a Trento, prendeva forma la straordinaria avventura spirituale di Chiara e delle sue prime compagne, sono dunque un documento di prima mano e costituiscono quanto vi è di più vicino al nucleo sorgivo della Spiritualità dell’Unità. 

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Convegno "Il dire è dare"

DireIlDare«“Il dire è dare” (C. Lubich). La parola come dono e relazione» è stato il tema centrale del Primo Convegno Internazionale dedicato ad approfondire la figura di Chiara Lubich anche sotto il profilo linguistico letterario. 

Ne è stato promotore, in collaborazione con il Centro Chiara Lubich, il Gruppo di ricerca e di studio della Scuola Abbà  dell’area linguistico-letteraria. 
Il Convegno, svoltosi a Castelgandolfo (Roma) dal 10 al 12 aprile 2015, è stato animato dalla presenza di 91 partecipanti, esperti della materia, provenienti da Hong Kong, Costa Rica, Argentina, Venezuela, Brasile, Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Svizzera, Germania, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Russia, e da varie città d’Italia, per un totale di 17 lingue rappresentate, “in rapporto d’amore tra loro”. Particolarmente intensa la visita alla casa di Chiara e al “Centro Chiara Lubich”, a contatto diretto con i suoi scritti. Oltre 900 gli accessi alla diretta Internet.

Le relazioni presentate (vedi programma) nel corso del Convegno saranno oggetto di una prossima pubblicazione. 

 

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Mi sono fatto debole con i deboli

Rocca di Papa, Febbraio 1982

Commento alla Parola di Vita: «Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno» (1Cor 9,22).

Chiara ha una predilezione per questa parola di Paolo per la sua affinità con l’espressione “farsi uno” che lo Spirito le ha suggerito fin dagli inizi della sua avventura spirituale. Qui un commento che ne ha dato nel febbraio 1982.

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