Pubblicheremo periodicamente "stralci" dall'archivio di Chiara Lubich per offrire
  anche oggi una possibilità di contatto con questa donna straordinaria.

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Quella parola

Rocca di Papa, 20.11.’79 

La Parola di vita che viene proposta a tutto il Movimento dei Focolari per il mese di marzo 2015 recita così:  “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua” (Mc 8, 34). Una Parola che Chiara Lubich ha avuta presente tutta la vita e che è stata fonte di luce per lei e per tanti altri nel mondo. Ecco come la spiegava ai giovani nel 1979. 

Carissimi gen,  

forse volete sapere una parola che sia quella; una parola che dica tutto, che riassuma la verità, che vi porga una ricetta per una vita vera.  

È ciò che sto meditando anch’io questi giorni.

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La politica come amore

politics for unityIl 14 marzo 2015 ricorre il 7° anniversario della morte di Chiara Lubich  (1920-2008)   e sarà ricordato approfondendo l’incidenza del pensiero della Lubich nella sua dimensione politica. 

Certo, riproporre oggi gli ideali di amore e di fraternità in politica  può sembrare quanto mai fuori luogo. Eppure Chiara Lubich ha attraversato il “secolo breve” (nella  definizione dello storico Hobsbawm)  tra le due guerre mondiali, la Shoah, i genocidi nelle Terre dei Grandi Laghi e nei Balcani e, più in là, della globalizzazione del terrorismo e dell’indifferenza. 

Le parole che seguono, pronunciate da Chiara Lubich a Madrid il 3 dicembre 2002 in un simposio del Movimento Europeo, risultano una visione capovolta del concetto del potere in politica, e risuonano come profezia forte di un ideale, quello dell’unità, sorretto dalla spiritualità che Chiara Lubich ha donato al mondo.     

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Saggio sul rapporto tra Chiara Lubich e Padre Leone Veuthey

di Elena Tosti

“Un incontro di fondatori nella storia della Chiesa, caratterizzato dalla comunione e dal discernimento della via particolare indicata da Dio ad ognuno, (…), in una capacità di andare al di là del proprio particolare e guardare al bene dell’intera compagine ecclesiale e dell’umanità”: questa la chiave interpretativa dei rapporti intercorsi tra Chiara Lubich ed il padre francescano conventuale Leone Veuthey, entrambi Servi di Dio, oggetto di una recente ricostruzione storica da parte della dott.ssa Lucia Abignente pubblicato sulla Miscellanea Francescana, n.114 (2014), con il titolo L’unità: un comune sentire nello Spirito. Una riflessione sul rapporto tra Chiara Lubich e P. Leone Veuthey alla luce di documenti inediti. 

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Premio Chiara Lubich per la fraternità

PremioFraternita-pLa Sala della Protomoteca in Campidoglio, sede del Comune di Roma, ha accolto il 17 gennaio 2015 la sesta edizione del Premio Chiara Lubich per la Fraternità alla presenza di autorità civili e religiose e delle delegazioni delle città premiate.
La città di Cannes, Francia, è vincitrice del primo premio per aver accolto e sostenuto il progetto VEAC (Vivere insieme a Cannes)  in cui cittadini di diverse provenienze, culture e religioni si sono impegnati per iniziative comuni atte a favorire la reciproca conoscenza e a incrementare rapporti di amicizia e di fraternità.

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Chi è il laico per la Chiesa?

Rocca di Papa, 11 dicembre 1986

Proponiamo un commento di Chiara Lubich alla Parola di vita del mese di questo mese “Accoglietevi gli uni gli altri come Cristo accolse voi, per la gloria di Dio” (Rm 15,7). Scritto nel contesto dell’avvicinarsi del Sinodo dei Vescovi del 1987 sulla vocazione e la missione dei laici, rimane, a distanza di quasi trent’anni, sempre universale.

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Santità come dono

Dal diario di Chiara Lubich
Rocca di Papa, 10 maggio 1991

Straordinaria comunicatrice, Chiara Lubich non ha mai tenuto per sé le luci, le spinte dello Spirito Santo, le verifiche sempre nuove dell’attualità della Parola di Dio. La sua vita è un libro aperto nel quale tutti possono leggere.

Anche sul tema della santità, Chiara non è stata avara e ha comunicato le esperienze interiori, gli sforzi e i propositi come per formare un “sistema di carrucole spirituali che solleveranno il mondo”. Nel cammino alla santità puntava all’essenziale, in piena linea con il Nuovo Testamento (“Siate perfetti come il Padre vostro celeste” Mt 5,48. “La volontà di Dio è la vostra santificazione”, 1 Tess 4,3) e anticipando quello che il Vaticano II definirà chiamata universale alla santità (cf. LG 39-42).

Nella linea del suo carisma, l’accento è messo sull’amore come via di perfezione, un amore che è dono.
È quest’aspetto di dono e di “dono per gli altri” che risalta dalle righe così personali di un Diario del 1991, scelto tra i tanti, che qui proponiamo.

Sul concetto di santità in Chiara Lubich si può leggere "Santificarsi insieme: la santità nel pensiero e nella testimonianza di Chiara Lubich" un articolo di Lucia Abignente per la rivista Nuova Umanità.

Sto partendo per il Brasile e l'idea che mi domina dentro è: "debbo farmi santa".
Sì, perché ho parecchie cose da sistemare prima della "Partenza" e dell'"Incontro", che saranno, comunque, quando Dio vorrà: gli statuti, in pratica però già fatti; i regolamenti, che sto per concludere; le grazie speciali del '49, cui stiamo lavorando. Ma ai popi [= ai focolarini] devo lasciare ancora una cosa: la mia santità. E' necessaria perché abbiano un modello che vale molto di più di tanti scritti.

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