Chiara Lubich agli sportivi

Vienna -  10-12 Settembre 2004

In occasione della Summer Scool 2017 di Sportmeet che si terrà a Barcellona (Spagna) dal 13 al 16 luglio,  sul tema “Sport e inclusione sociale”, proponiamo il Messaggio di Chiara Lubich al Convegno di Sportmeet a Vienna del 10-12 settembre 2004. Sportmeet è sorto nel 2002 come espressione del dialogo del Movimento dei Focolari con il mondo dello sport.    

Carissimi sportivi, operatori e professionisti dello sport,
siete riuniti a Vienna per il secondo convegno internazionale di Sportmeet, intitolato "Educarsi ed educare attraverso lo sport”. Sportmeet è una realtà ancora molto giovane, ma chiaramente orientata a seguire quell’ideale dell'unità che l'ha ispirata.
Lo sport è una presenza forte nella società di oggi ed appassiona un numero sempre crescente di persone: non si può nascondere che essa porti con sé anche diverse contraddizioni, come le tentazioni della ricerca del successo ad ogni costo, o come l'esasperata spettacola­rizzazione, in cerca di denaro. Eppure esso può essere importante per l'educazione, soprattutto delle generazioni più giovani. Lo sport può rivelare la dimensione essenziale dell'uomo sia come essere finito, di fronte a difficoltà e sconfitte, sia come essere chiamato all'infinito, capace di superare i propri limiti.

Leggi tutto...

“Venite a me voi tutti che siete affaticati… il mio giogo è dolce e il mio carico leggero” (Mt 11,28-30)

Parola di vita di luglio 1987

Con queste parole Chiara Lubich ci dice che  è proprio Lui, il Signore, a offrirsi come ristoro e compagno di viaggio nel nostro cammino.  

Questa Parola di vita è una delle perle del Vangelo di san Matteo. Gli affaticati, a cui si rivolge Gesù, sono i piccoli, le persone senza istruzione, senza potere e senza influenza; sono i poveri, i malati, gli oppressi dall'ingiustizia umana, gli avviliti dall'esperienza del peccato; sono tutti coloro che si sentono schiacciati dal peso della sofferenza. Egli è venuto a cercarli per dar loro sollievo.
Gesù però qui non si limita a presentarsi come il liberatore, ma indica anche la condizione che ci consente di sentirci liberi: accettare il suo giogo, il giogo della “sua “ legge, cioè mettersi alla sua scuola.

Leggi tutto...

“Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi “ (GV.20,21)

Parola di vita di maggio 2005

Leggiamo qui un commento di Chiara Lubich alle  forti, impegnative, queste parole di Gesù che ritorna al Padre, e che ci chiede di essere “come” Lui portatori del suo messaggio nel mondo.     

È la sera di Pasqua. Gesù risorto è già apparso a Maria di Magdala; Pietro e Giovanni hanno visto la tomba vuota. Eppure i discepoli continuano a rimanere chiusi in casa, pieni di paura, fino a quando il Risorto viene in mezzo a loro, a porte chiuse, perché nessuna barriera può più separarlo dai suoi amici. 
Gesù se n’era andato ma, come aveva promesso, ora ritorna per restare per sempre: "Si fermò in mezzo a loro"; non un'apparizione momentanea, ma una presenza permanente! D’ora in poi i discepoli non saranno più soli ed il timore cede il posto ad una gioia profonda: "Gioirono al vedere il Signore". 
Il Risorto spalanca i loro cuori e le porte di casa sul mondo intero, dicendo:  

Leggi tutto...

Ricordando Fatima

Roma, 1958

Era il settembre 1955 quando un’occasione veramente eccezionale ci procurò la fortuna di incontrare Suor Lucia di Fatima, la bimba, ormai grande, che vide la Madonna.
Partimmo in aereo sorvolando l’Italia, la Francia, la Spagna, di cui ammirammo nella notte, come un gioiello appuntato in un abito nero, la vezzosa Madrid, dai variopinti colori.
Finalmente a notte inoltrata si atterrò a Lisbona.

Leggi tutto...

Il Risorto

14 novembre 2002

L’evento della resurrezione di Gesù è ripercorso da Chiara Lubich in questa conversazione telefonica alle comunità dei focolari nel mondo, da Castelgandolfo il 14 novembre 2002, con lo stupore e la gioia di chi vi si accosta con cuore e occhi nuovi. Ne scaturisce una forte esperienza di fede nella vita oltre la morte e nell’Amore di Dio per ogni persona.

Carissimi e carissime,
eccoci al nuovo Collegamento del mese di novembre. Il pensiero attuale verte su un preciso particolare della vita cristiana. Ma, poiché fanno parte del nostro Movimento fedeli di altre religioni del mondo o persone di culture diverse, desidero premettere un suggerimento e un consiglio proprio per loro. 
Come sapete, noi siamo tutti un'unica Opera, dove deve trionfare tra noi la "regola d'oro" presente nelle nostre Scritture ("Fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te" oppure "Non fare agli altri ciò che  non vorresti fosse fatto a te"), regola che richiede di amarci, e, perciò, di conoscerci sempre meglio. Per questo approfittate tutti di quanto dirò adesso. Si tratta di quella necessaria inculturazione senza la quale non è possibile costruire brani di fratellanza universale, come, in altre occasioni, i cristiani, fra noi, faranno con voi.

Leggi tutto...

L’unità agli albori del Movimento dei Focolari

28 marzo 1982

In questa conversazione, tenuta ad Amsterdam il 28 marzo del 1982, Chiara Lubich  approfondisce un punto cardine della sua spiritualità: l’unità, effetto visibile e testimonianza viva dell’amore reciproco, inscindibilmente legata alla presenza del Risorto nella comunità. 

«Cos’è l’unità? Ah, questa è una cosa meravigliosa! Perché l’unità, quella che Gesù pensa quando dice “amatevi …” in modo da morire, anche pronti a morire l’uno per l’altro, quell’unità che Gesù dice ‘dove due o più sono uniti lì sono io, non è un miscuglio di persone, non è un gruppo di persone, lì c’è Gesù, e questo è il punto.  L’unità veramente manifesta, porta Gesù. E io mi ricordo, ho trovato delle piccole lettere di tempi antichi quando incominciavamo a vivere così e sperimentare in certo modo la presenza di Cristo in mezzo a noi.  

Leggi tutto...

Da un intervista al Messaggero di S. Antonio

Rocca di Papa, 1 febbraio 1995

Che significato possono avere gli eventi luminosi e allo stesso tempo misteriosi della Pasqua per gli uomini e le donne del nostro tempo? Attraverso alcune risposte a domande particolarmente attuali sul mistero dell’abbandono, della morte, e della resurrezione di Gesù, Chiara Lubich offre una chiave per far sì che la realtà della Pasqua possa essere l’esperienza di ogni giorno.

1) "Tanti uomini e donne del nostro tempo non credono in Dio perché si sentono 'abbandonati' da Lui. Un'esperienza che lo stesso Gesù visse, per qualche istante di indicibile dolore, sulla croce del Golgota. La meditazione di Gesù crocifisso e abbandonato è al centro della sua spiritualità. Come testimoniare ancora oggi che quel Dio che non ha abbandonato il Figlio sulla croce, è anche il Dio che non abbandona mai i suoi figli?"

La sensazione d'abbandono da parte di Dio che avvertono - come lei afferma - uomini e donne del nostro tempo, per cui è difficile per loro credere in Lui, dice chiaramente quanto sia utile e necessaria la "nuova evangelizzazione" a cui si vuole impegnare la Chiesa in questo periodo della sua storia.E' con l'annuncio della novità portata dalla Buona Novella che l'uomo si convince che Dio è Amore, che vi è un Padre per tutti ed ama ognuno di amore immenso. E' con questa fede che l'uomo si può sollevare dal suo stato di abbandono e di orfanezza.
Non solo: ma è nel sentirsi amato che trova la forza a sua volta di amare i propri fratelli e passare così dalla morte alla vita: "Noi sappiamo che siamo passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli" (1 Gv 3,14).

Leggi tutto...

Il cuore arde se Gesù è tra noi

Un tratto di strada alla presenza del Risorto. È l’esperienza dei discepoli di Emmaus, quella stessa che Chiara Lubich rievoca in questo brano pubblicato negli anni ’60, poco dopo un suo viaggio compiuto in Terra Santa. La presenza viva e operante di Gesù in mezzo ai suoi discepoli un tempo, si ripete sempre in mezzo a coloro che sono uniti nel suo nome, una scoperta che questo testo invita a fare anche oggi, specie in questi giorni di cammino verso la Pasqua.

(...) Qualche anno fa ci siamo portati in Terra Santa e per noi in realtà è stata una esperienza unica. Abbiamo avuto la grazia di provare delle emozioni particolari in vari luoghi. Uno di questi, appunto, Emmaus. Siamo andati lì in un pomeriggio assolato; c’era un tramonto dorato; e avvicinandoci a quel luogo santo, quando ci hanno fatto scendere dalla macchina per camminare sulla stessa strada che forse Gesù aveva percorso, ci siamo ricordati di quello che tanti anni prima lì era avvenuto.  

Leggi tutto...

Gesù abbandonato Risorto, presente in tutti i dolori

18 dicembre 1980

Una scoperta sempre nuova che Chiara Lubich ha fatta lungo l’intero arco della sua vita: Gesù nel suo abbandono ha conosciuto e vissuto il dolore umano in tutte le sue espressioni, nessuna esclusa. Incontrando Lui si sperimenta anche la Vita e la risurrezione. Eli Folonari legge questo brano scritto da Chiara nel suo diario durante una conversazione collettiva telefonica da Zurigo, il 18 dicembre 1980.

«Sto riscoprendo che Gesù abbandonato è veramente presente in tutti i dolori.
Ho offerto a Gesù i miei limiti per la poca salute ed ho capito subito che il mio Sposo, Gesù abbandonato è il Limite: è come se più in là non avesse potuto andare.

Leggi tutto...

Mortificazione, moneta fuori corso?

13 gennaio 1972

In questo brano del suo diario inedito del 13 gennaio 1972, Chiara Lubich mette a fuoco una parola , “mortificazione”, che sembra aver perso oggi  il suo senso originario. E’ un invito a vivere la Quaresima, non nella mediocrità del “mezzo morto” che non piace a nessuno, ma nel dono pieno e totale di sé. 

Parlar oggi di "mortificazione" è non sentire ciò che vibra nell'aria, ciò che pensano molti, soprattutto i giovani.
E hanno ragione perché questa parola è stata svuotata del suo primo significato e quindi come tale va scartata.
Se la si guarda dal lato etimologico, essa può voler dire: far morti.

Leggi tutto...

Una luce per la famiglia

Castel Gandolfo, 29-30 maggio 1998

Il 19 luglio 1967 Chiara Lubich dava vita al Movimento Famiglie Nuove lanciando una consegna: «dare una famiglia a chi l’ha persa, con l’augurio che si svuotassero gli orfanotrofi». In occasione di questo cinquantesimo, si approfondisce quest’anno nel Movimento il contributo del carisma dell’Unità per il mondo della famiglia. Proponiamo un messaggio- più che mai di pressante attualità- al Congresso svoltosi al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo il 29-30 maggio 1998. 

Carissimi partecipanti al Congresso di Famiglie Nuove,

vi do il mio cordiale saluto ed un caloroso benvenuto.
Poiché non posso essere ora con voi di persona, desidero farmi presente con un breve messaggio che apra i lavori di questo convegno che ha per tema: La famiglia e la spiritualità dell'unità.

E' un argomento di grande importanza e di estrema attualità. C'è sete di spirituale e di sacro nella nostra società, una sete per la quale l'uomo trova spesso risposte inadeguate se non malsane. D'altra parte, la crisi dell'istituto familiare, in atto da diversi decenni, viene ora sottolineata ed aggravata da fattori di grande turbamento che minano alla radice l'idea stessa di famiglia: ad esempio, le sperimentazioni selvagge di ingegneria genetica, il riconoscimento di ogni tipo di convivenza, ecc. Aumentano gli orfani di genitori vivi, i figli con troppi genitori.

Leggi tutto...

buca delle lettere

Contact Icon

Saremo grati a quanti ci faranno pervenire ricordi, documenti inediti, foto... per arricchire l'archivio di Chiara Lubich.
per inviarceli subito

chi è online

Abbiamo 373 visitatori e nessun utente online

login staff

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito. Chiudendo questo banner, o continuando la navigazione, accetti le nostre modalità per l’uso dei cookie. Nella pagina dell’informativa estesa sono indicate le modalità per negare l’installazione di qualunque cookie.