Un tratto di strada alla presenza del Risorto. È l’esperienza dei discepoli di Emmaus, quella stessa che Chiara Lubich rievoca in questo brano pubblicato negli anni ’60, poco dopo un suo viaggio compiuto in Terra Santa. La presenza viva e operante di Gesù in mezzo ai suoi discepoli un tempo, si ripete sempre in mezzo a coloro che sono uniti nel suo nome, una scoperta che questo testo invita a fare anche oggi, specie in questi giorni di cammino verso la Pasqua.

(...) Qualche anno fa ci siamo portati in Terra Santa e per noi in realtà è stata una esperienza unica. Abbiamo avuto la grazia di provare delle emozioni particolari in vari luoghi. Uno di questi, appunto, Emmaus. Siamo andati lì in un pomeriggio assolato; c’era un tramonto dorato; e avvicinandoci a quel luogo santo, quando ci hanno fatto scendere dalla macchina per camminare sulla stessa strada che forse Gesù aveva percorso, ci siamo ricordati di quello che tanti anni prima lì era avvenuto.  

Erano tre giorni che Gesù era morto, e il terzo giorno era risorto; e due discepoli, partiti da Gerusalemme, andavano verso Emmaus, un paesetto che dista dalla città sessanta stadi.  
Mentre discorrevano, videro avvicinarsi, e accostarsi a loro, un uomo: «Che sono questi discorsi che state facendo fra voi durante il cammino?», egli chiese. E loro: «Tu solo sei così forestiero in Gerusalemme da non sapere ciò che vi è accaduto in questi giorni?... Tutto ciò che riguarda Gesù Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole...». E Gesù: «Stolti e tardi di cuore... Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze...?». E spiegò loro le Scritture. I discepoli, arrivati con Lui ad Emmaus, videro che Gesù tentava di allontanarsi e lo supplicarono: «Resta con noi, perché si fa sera». Gesù entrò, e, allo spezzar del pane, lo riconobbero; ma Egli sparì. E, parlando fra loro, commentarono: «Ma non sentivamo ardere il cuore in petto mentre Lui era fra noi?»1  

Forse niente spiega meglio l’esperienza che noi focolarine abbiamo fatto fin dall’inizio, di vivere con Gesù in mezzo a noi, quanto queste parole. Gesù è sempre Gesù e anche se è solo spiritualmente presente, quando lo è, spiega le Scritture, e arde nel petto la sua carità: la vita. Fa dire con infinita nostalgia, quando lo si è conosciuto: «Resta con noi, Signore, perché si fa sera»2: senza di Te è notte nera (...).  

(Da Tutti Uno in Scritti Spirituali/3) 

Cf. Lc 24, 15-32.
Cf. Lc 24, 29.

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