Giugno 1973
I giovani vogliono essere autentici, sentono il bisogno di liberarsi da tutto ciò che impedisce di essere veri. Nella Madonna c’era solo autenticità, perché in lei non esisteva « se stessa » nel senso negativo, ma solo il disegno di Dio su di lei senza incrostazioni di uomo vecchio.
Un po’tutti pensano poi, e i giovani in modo particolare, che la donna e l’uomo, per essere completi, abbiano necessariamente bisogno l’uno dell’altro e non possano realizzare nulla di sé se non nel completamento con l’altro sesso. Ora Maria, che è sola, sfata del tutto questa idea.
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Pubblicato in : Colloqui con i Gen, cit., pp. 178-182* |
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Venerdì 11 Maggio 2012 12:48 |
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Commento alla Parola di Vita:
Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! (Gv 15,3)
Nell'Antico Testamento il fuoco simbolizza la Parola di Dio pronunciata dal profeta. Ma anche il giudizio divino che purifica il suo popolo, passando in mezzo ad esso.
Così è la Parola di Gesù: essa costruisce, ma contemporaneamente distrugge ciò che non ha consistenza, ciò che deve cadere, ciò che è vanità e lascia in piedi solo la verità.
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Lunedì 30 Aprile 2012 08:00 |
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A disposizione dei disegni di Dio
Nell’Avvento del Regno dell’Amore!
Carissima Duccia*,
Ti ho lasciata prima ed appena lasciata t’ho abbandonata all’Amore, perché faccia di te la S. Caterina dei nuovi tempi. Sono andata in S. Marco ed ho pregato Lui, l’Onnipotente per te. Gli ero vicinissima col corpo e col cuore e Lui m’ha parlato di te. M’ha detto che il tuo desiderio è accolto nel Cielo e Lui, l’onnipotente, è pronto all’attuazione. M’ha detto però di parlarti così: Il voler esser S. Caterina è buona cosa. Il poter essere S. Caterina dipende tutto da Dio e dipende tutto da te.
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* Duccia, di qualche anno più grande di Chiara, era un’assistente sociale, crocerossina che abitava in Piazza Cappuccini, a Trento, vicino al focolare dove Chiara si era trasferita nel settembre 1944. Chiara le dà come modello Santa Caterina da Siena, molto popolare in Italia, la cui spiritualità era centrata sul binomio «Sangue e Fuoco». Si percepisce che l’Autrice inizia ad avere coscienza di essere portatrice di un dono, di essere stata scelta da Gesù per essere sua confidente circa la sua piaga (cf. p.55). Appare la parola “chiave” (cf. p. 53) che indica che la croce, e specie Gesù Abbandonato, aprono ogni cuore, portano alla santità.
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Venerdì 27 Aprile 2012 08:48 |
Roma, 30 marzo 1959
Certo che la nostra responsabilità è grande, perché noi cristiani dobbiamo essere dei testimoni di Cristo e, da come ci comportiamo, gli altri possono intuire quale sia il messaggio portato da Gesù in terra.
Ma succede che alle volte la testimonianza di Cristo fatta dalle nostre persone sia poca o nulla, o deforme in una maniera o in un’altra.
Caratteri vari e menti indocili all’azione della grazia danno di Gesù un’idea a loro immagine e somiglianza, per cui il mondo che vede e osserva, deduce quanto può dedurre dai dati che possiede: che la religione, ad esempio, piega il collo alle persone, ma non la volontà, nella sua radice più profonda, perché quel dato cristiano che si dice discepolo di Cristo, essendo ancor lui che vive in se stesso e non Cristo in lui, getta un’ombra che vela, nella sua persona, la religione da lui professata. Di conseguenza, continua e si perpetua tragicamente la separazione dei lontani da coloro che, rivivendo l’Amore che è Dio, dovrebbero attrarre il mondo e portarlo al Signore.
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Lunedì 23 Aprile 2012 08:00 |
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Giulia “Eli” Folonari Lo spartito scritto in cielo Cinquant’anni vicina a Chiara Lubich
Conversazioni con Oreste Paliotti e Michele Zanzucchi Prefazione del card. Stanislaw Dziwisz Città Nuova, Roma 2012
Per la collana “Verso l’unità-Saggi” di Città Nuova, è in uscita un agile volumetto di 172 pagine, dal titolo “Lo spartito scritto in cielo”.
Un titolo azzeccato per una testimone d’eccezione, Eli Folonari, che è stata accanto a Chiara Lubich per oltre mezzo secolo. E’ “lo spartito” dell’Opera di Maria, scritto in cielo, ed eseguito qui in terra a più mani da coloro che con lei hanno contribuito a comporla secondo il “disegno” di Dio: i primi e le prime compagne, Foco, don Foresi….
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Lunedì 02 Aprile 2012 11:08 |
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Scritto da Caterina Ruggiu
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Un libro curato da Fabio Ciardi: “Il castello esteriore, il ‘nuovo’ nella spiritualità di Chiara Lubich”, costituito dalla raccolta di scritti del padre carmelitano Jesùs Castellano Cervera (1941-2006), Città Nuova, Roma, 2011.
”Nell’ampia Introduzione, soprattutto attraverso una serie di citazioni dal carteggio inedito tra padre Jesùs e Chiara, si ricostruisce la storia di un rapporto spirituale che ha sostenuto e stimolato il cammino non solo dello studioso di spiritualità, ma anche del religioso e sacerdote carmelitano scalzo, figlio di Teresa e di Giovanni della Croce.
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Sabato 31 Marzo 2012 10:31 |
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Chiara Lubich Dio Amore a cura di Florence Gillet Città Nuova, Roma 2011
Chiara considerava la scoperta e la riscoperta di un Dio che è Amore “la più grande avventura dell’uomo moderno”.
Questa raccolta apre una finestra sull’indicibile, cioè su Dio come Chiara lo ha incontrato lungo tutta la sua vita. Attraverso i testi qui raccolti, Chiara ci conduce dalla scoperta folgorante che “Dio la ama immensamente”, all’anelito più profondo di tutta la sua vita, l’unione con Dio. Viene anche in rilievo lo sforzo costante che Egli sia “il solo che l’affascina” e di essere fedele al suo Amore e alla sua Verità.
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Martedì 20 Marzo 2012 16:50 |
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